La Steam machine vista da Tripwire Interactive


Tripwire aveva iniziato a sviluppare modifiche per Unreal Tournament 2003, ricordo ancora bene di aver giocato a Red Orchestra: Combined Arms appena lo pubblicarono sul sito ModDB (correva l’anno 2004 su per giù) e di averlo giudicato male, non mi sembrava avessero fatto gran che perché a quell’epoca c’erano altre modifiche che mi interessavano di più. Il tempo si dice è galantuomo ma io ho perso le tracce di SAS: Into the Lion’s Den, Strike Force, Tactical Ops: Crossfire e Frag Ops (sono tutti videogiochi per U.T.) mentre Red Orchestra è diventato un first person shooter di successo! Tripwire vinse la prima edizione della gara Make Unreal Contest (sponsorizzata da nVidia), svoltasi nel 2004, presentando Red Orchestra, dopo di che iniziarono il progetto Osfront 41-45 che doveva competere con videogame già affermati quali Call of Duty e Day of Defeat, ma a differenza della modifica precedente che si poteva installare sul sistema operativo Linux, il nuovo gioco era a pagamento e veniva distribuito tramite Steam solo per i computer Windows. Il genere WW2 realistico era stato preso in considerazione molto tempo prima da un’altra modifica per U.T, il gioco si chiamava The Third Reich; esso aveva alcuni aspetti in comune con Red Orchesta, per esempio le iron sight usate nel combattimento e i movimenti che davano l’impressione al giocatore di essere veramente presente sul campo di battaglia.

Red Orchestra: Ostfront 41-45, la iron sight

Red Orchestra: Ostfront 41-45, la iron sight

Red Orchestra Ostfront 41-45, Killing Floor, infine Red Orchestra 2 e Rising Storm è l’intera collezione di giochi sviluppati dalla software house americana Tripwire, eccezion fatta per Killing Floor che si rifà allo stile di gioco della fabbrica di mostri di Tactical Ops – in Monster Factory orde di alieni sempre più potenti invadevano gli scenari di guerra e i terroristi assieme alla squadra swap carcavano di contrastarli fino allo scontro finale con un boss quasi invincibile – gli altri hanno mantenuto un legame con la storia della Seconda guerra mondiale.

Solo la versione per Linux di Rising Storm è tuttora mancate ma non sarà tenuta in soffitta a lungo; da Red Orchestra in poi Tripwire ha sempre utilizzato Steam per distribuire i videogiochi. Gibson, che ricopre attualmente la carica di presidente dell’azienda, ha rilasciato questa dichiarazione a PC Gamer: “Da quando c’è Steam per Linux (e Mac) circa il 10% delle vendite dei nostri giochi sono ora su quelle piattaforme. È valsa davvero la pena mettere i giochi su quei sitemi per il 10% in più“.

L’entusiamo di Gibson è contagioso, la sua soddisfazione non si limita a constatare i buoni risultati delle vendite di Red Orchestra e Killing Floor, dà un giudizio entusiasmante su SteamOS e Steam machine, “Come possiamo non essere eccitati all’idea di una open platform creata da una compagnia attiva nel gaming che cerca di andare incontro ai bisogni degli acquirenti?”. La console di Valve sta portando Linux a un livello di popolarità mai raggiunto in decenni di convegni e install fest promossi dalle varie associazioni e fondazioni, eppure non si potrebbe auspicare il successo della Steam machine senza riconoscere il lavoro “dietro le scene” di tante persone impegnate da sempre con la FSF, la Linux Foundation o l’open source. Valve ha portato Linux fuori dall’Età della pietra per quanto riguarda i videogiochi e nella loro home page specificano chiaramente che SteamOS è basato su Linux. “Abbiamo saputo direttamente da Valve a proposito di SteamOS, soltanto pochi giorni prima del resto del mondo, ma non siamo ancora al lavoro con questo sistema”, aggiunge Gibson. Valve li ha assistiti per aggiungere i loro giochi alla libreria di Steam fin dai tempi del primo Red Orchestra. Tre su quattro titoli di Tripware hanno la versione per Linux, uno di questi ha un eccezionale funzionamento con Big Picture. “Questa collaborazione ci ha messo in una condizione favorevole per lavorare con SteamOS quando sarà disponibile perché è essenzialmente un Big Picture che funziona su un Linux con eccezionali ottimizzazioni e altro stuff interessante”. Anche il prossimo progetto top-secret di Tripware sarà pronto in tempo per la Steam machine.

Non considero Linux un vero “brand”, è un nome legato per lo più allo sviluppo del sistema operativo. Per chi lo apprezza è sempre stata una questione di scelta della distribuzione: sono Debian, Canonical, Red Hat e Mint i nomi più conosciuti, questi fanno il vero “marketing” non è la Linux Foundation. Supponiamo che tu voglia suggerire a qualcuno di soppiantare il suo Windows con Linux, lo indirizzeresti a https://www.kernel.org? Direi di no! Gli diresti di scaricare la distribuzione che tu ritieni più adatta per lui. Ecco, SteamOS si inserisce dove le distribuzioni esistenti hanno lasciato sempre un vuoto: il gaming. Valve aiuterà le software house come Tripwire a sviluppare il gioco per la Steam machine, assisterà gli sviluppatori a integrarlo nel migliore dei modi in SteamOS. Una cosa così era successa solo una volta in passato, ma dopo il fallimento di Loki i giochi di rado furono portati su Linux:  se farlo o meno, era una scelta idealistica del programmatore. Linux non veniva preso in considerazione oppure era messo da parte per fini di diffusione e guadagno. Ripenso all’origine di Red Orchestra, alla mod per Ut2004 che scaricai dalla Rete per giocarla su Linux e allo strappo successivo di Tripwire, quando decise di passare il gioco completo su Steam rinunciando a portare avanti lo sviluppo multi-piattaforma, fece la scelta giusta?

Fonte (in inglese): Tripwire: “SteamOS, Steam Machines, and Steam Controller will be the best thing to happen to PC gaming since digital distribution”

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