Perché i giochi open source non impazzano in Steam?


Mi sarebbe piaciuto fare un gioco per Linux, sono addentro alle segrete cose del processo di sviluppo, personalmente però non sono bravo né con la matita né con i linguaggi di programmazione. In questo ambito la tecnologia ha fatto progressi notevoli e non tutti sono riusciti a starle dietro. Che alternative avevo? Ho scelto di fare il critico. Molti programmatori invece fanno squadra con dei bravi artisti, formano un gruppo affiatato e modificano un gioco del quale conoscono a menadito il funzionamento, creano un prodotto chiamato, in gergo tecnico, mod o total conversion. Ma è soltanto l’inizio di un percorso che li porterà, anche con un po’ di fortuna, verso la costituzione di una società che realizza giochi a pagamento.

Gamestop, famosa catena di negozi specializzata nella vendita al dettaglio di videogiochi

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Il numero di video game per Linux in vendita su Steam aumenta giorno dopo giorno, allo stesso tempo le grandi software house cominciano a guardare SteamOS con interesse; Valve non preclude la via per Steam ai giochi open source, ma ne vengono distribuiti pochissimi: Warsow ha superato l’esame di Greenlight ed è stato approvato dagli utenti Steam nell’estate scorsa. Non ci sono stati altri casi simili di recente. Michael Larabel si domanda perché i videogiochi open-source sono poco popolari. Ebbene Valve fa soldi con la sua piattaforma di distribuzione dei contenuti digitali, guadagna sulla vendita dei video game e quindi con l’inserimento di un titolo gratuito nella libreria Steam non ricaverebbe nulla. I giochi “commerciali” saranno sempre prevalenti.

I più potenti game engine odierni sono sviluppati dalle software house; i primi tre posti nella classifica (vd. modDB) dei più avanzati motori di gioco sono occupati da Source di Valve, Unity di Unity Technology e Unreal Engine 2 di Epic Games. Il primo engine open source in quella graduatoria è Blender, ma s’è piazzato diciasettesimo. Ciò dimostra che lo sviluppo dei giochi a pagamento è più rapido. I video game open source, soprattutto quelli free, usano engine costruiti in casa (homebrew), o sono derivati da progetti accademici oppure sono realizzati con l’aiuto della Rete, nel tempo libero e senza contributi volontari costanti. Hanno un handicap difficilmente superabile.

I game engine “closed-source”, per esempio Unity, mettono a disposizione un set di applicazioni per sviluppare un progetto con uno staff di poche persone, e ci sono buoni esempi di giochi sviluppati da programmatori solitari; comunque questi motori hanno una licenza d’utilizzo con un costo che non è per tutte le tasche. Inoltre, ai software di questo tipo manca (*) una versione del programma per svolgere tutte le fasi del processo di sviluppo con il sistema operativo Linux.

Warsow e Blender possono servire da esempio per il modello di sviluppo open source. Anche Xonotic, un altro gioco free as in beer, farebbe una bella figura nella libreria di Steam, ma uno degli sviluppatori ha spiegato, attraverso un articolo di blog, i motivi che hanno impedito finora la richiesta di inserimento in Greenlight. Non è un titolo di prima classe (o tripla A in gergo economico), ma la sua grafica è superiore a quella di tanti giochi open source che si possono scaricare gratuitamente dalla Rete. Il team che sviluppa Xonotic ha due grossi problemi da affrontare: i bug e la scarsa adattabilità della loro infrastruttura e quella di SteamWorks. I difetti si possono correggere, però il secondo problema non ha una soluzione pratica già pronta, richiede “manodopera” che non è disponibile. Valve non impone l’uso di SteamWorks, ma senza di esso  Xonotic perderebbe alcune prerogative di un gioco Steam: le statistiche, gli achievement (medagliere), ecc.

Temo che Steam stia facendo scoprire le differenze fra il software a sorgente chiuso e quello a sorgente aperto. Nel mondo dei video game, il primo procede a una velocità di sviluppo impressionante, mentre il secondo deve purtroppo inseguire.

(*) Leadwerks 3 engine fa eccezione.

Fonti:

  1. Why A Popular Open-Source Game Isn’t On Steam
  2. About Xonotic and Steam
  3. ModDB: 100 Highest Rated Engines

3 pensieri su “Perché i giochi open source non impazzano in Steam?

  1. Concordo con tutto, però è anche vero che ci sono giochi indie fatti da una sola persona, e qui faccio l’esempio di Pamper Please che ho acquistato in offerta su steam proprio ieri. Il fatto che la grafica risale a 20 anni fa viene sfruttato dal gioco come effetto vintage. Come dire: faccio diventare un difetto un pregio. E ti dico che come gioco sta avendo molto successo tant’è che ha impiegato poco tempo a entrare nella libreria di steam.
    Ti faccio un’altro esempio, slender the arrival, certo come gioco ha avuto molti voti negativi (fonte gog.com sulla pagina del gioco), ma già il fatto che lo conoscono praticamente tutti e quasi tutti ci hanno giocato (anche alla prima versione free molto famosa) dimostra come non serve avere chissà quali risorse per realizzare un gioco che arrivi ad avere un certo “successo”.

    E poi c’è il fattore che odio più di tutti, il marketing, ci sono certe schifezze super pubblicizzate (e io ne sono stato una vittima), mentre certi giochi veramente belli non li considera nessuno.

    • La grafica di Slender the arrival è superlativa :O
      Chi sviluppa un gioco come Paper Please cerca anche di distinguersi con una storia interessante. Io sto tenendo d’occhio Legend of Dungeon, anche questo gioco ha uno stile grafico e un’idea retro’. Forse la storia non è eccezionale, ma gli sviluppatori hanno puntato sulla pixel art che è davvero realizzata bene. Si può acquistare dal loro sito, e dovrebbe comparire in Steam fra non molto.🙂
      A proposito di questa ricerca delle origini dei video game e di marketing, c’è un interessante articolo di Cordella sulle avventure testuali dove fa delle proposte per metterle in vendita nel Web 3.0. Il titolo è un po’ forte ma d’altronde… non si vive di sola aria :O

      Fare Soldi con le avventure nel 2013

      Non essendo esperto di programmazione né di grafica, partirei da qui🙂

  2. Beh alla fine la Valve comunque ha aiutato a distrubuire gratuitamente il lavorone fatto dai ragazzi di “Black mesa”… d’accordo ci hanno messo una vita a realizzare il progetto di ricostruire Half Life con la grafica di Half-Life 2, però il risultato è stato veramente grandioso… fosse stata un’altra casa al posto della Valve sono sicuro che avrebbe fatto pagare bei dollari oppure osteggiato apertamente i ragazzi che ci lavoravano.

    Ora non dico che alla Valve siano dei benefattori, per carità, il loro fine ultimo rimane il dollaro e se i loro bilanci non fossero in attivo chiuderebbero domani mattina… però tra tutte mi pare decisamente la software house meglio indirizzata agli utenti e le loro esigenze e sinceramente non vedo l’ora che escano questi tanto annunciati SteamOS, SteamBox e SteamController… mi sembrano davvero le uniche novità degne di nota che si vedano da 10 anni a questa parte in campo videoludico

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