Legend of Dungeon rilancia il Beat’em’up


C’è una moltitudine di videogiochi che stanno facendo riscoprire le tecniche di una volta, eppure non sembrano banali affatto. Prendiamo la pixel art e gli sprite, erano i fondamenti del game design di mezzo secolo fa, ma se guardiamo Dungeon of Legend che ne fa largo uso, si può giudicarlo moderno perché risalta la pratica contemporanea delle dymaic shadow sulla pixel art. Nel complesso è molto più attraente di Rogue del 1980.

La voga dei Beat’em’up iniziò ad affermarsi nella seconda metà degli anni Ottanta, sebbene le origini di questo genere di gioco si possano far risalire ben dieci anni prima con Heavyweight Champ messo nelle sale giochi da Sega. Per definirsi Beat’em’up un video game di questo tipo deve avere alcune peculiarità: lo scorrimento orizzontale e la generazione procedurale del livello, il combattimento all’arma bianca, i livelli in cui pullulano orde di nemici d’ogni specie. Legend of Dungeon si rifà a questa categoria di gioco del passato.

La grafica bidimensionale ha almeno il pregio di dare al giocatore una vista a 360° su ciò che lo circonda. Quelli di una volta erano molto più semplici di Legend of Dungeon: dopo aver “ripulito” il livello si doveva affrontare il mostro finale (o boss, di solito era il nemico più grosso e brutto) prima di passare a quello successivo. Proseguendo nel cammino però le difficoltà aumentavano (erano giochi studiati per i coin-op dei bar), comparivano nemici più forti e meglio armati. Chi era una persona previdente faceva incetta di gettoni oppure si teneva appresso a un amico smanettone.

C’è un aspetto positivo e uno negativo in Legend of Dungeon: la cosa buona è che la modalità di gioco cooperativo, rispetto alle macchine arcade di una volta, è “scalabile”, cioè fino a quattro giocatori, con i controller collegati allo stesso computer, possono sfidare i mostri che infestano le profondità del dungeon; quella brutta è che non c’è un sistema per giocare con gli amici in Rete. Sono i tempi di Internet, il multiplayer caratterizza quasi tutti i giochi di oggi, ma il networking non è una componente che può essere aggiunta quando lo sviluppo è già terminato e senza compromettere l’efficenza già raggiunta. Anche il salvataggio farebbe comodo, ma Robotlovekitti – la software house che ha realizzato LoD – lo inserirà nelle versioni future se il codice non inciderà sul gameplay in maniera negativa.

Legend of Dungeon è stato creato con Unity 3D engine ed ha il programma eseguibile per Linux. Se si compra il gioco da un Humble store oppure dalla pagina di Kickstarter viene consegnata una chiave per l’inserimento di LoD nella libreria Steam. Il gioco è distribuito anche da Valve.

Con quattro amici dunque si può andare alla ricerca di tesori e gloria in un sotterraneo a cui si accede, come vuole la tradizione, da una taverna. La leggenda narra della presenza di un tesoro lungo il percorso che porta al 26° piano di questo dungeon. La missione consiste nel raccogliere tutto ciò che si trova di prezioso, è previsto anche il ritorno, ovviamente da vivi. Chi non ci riuscirà… morirà! È molto semplice.

Fonti:

  1. http://robotloveskitty.com/LoD/
  2. http://store.steampowered.com/app/238280/?snr=1_7_15__13

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