The Fall: tu sei la IA


Quando penso ai robot ho in mente subito un’mmagine, realizzata da Susan Blackmore (un’autorità della scienza memetica), che mi preoccupa: in un disegno è schematizzata la storia della civiltà che non ci vede però protagonisti bensì prodotti! Nella scala evolutiva, ai geni sono seguiti i memi, al terzo livello compaiono i memi tecnologici o temi, e poi c’è un inquietante punto interrogativo, cosa viene dopo? Ho il presentimento che la società, con il suo progresso, stia predisponendo tutto il necessario affinché l’automazione possa prendere il controllo totale del pianeta: reti di comunicazione satellitari e cellulari velocissime, fonti di energia pulite e rinnovabili, nano tecnologie, stampanti 3D, manca solo lei… la I.A. La replicazione si perfeziona! È una questione di tempo.

L'evoluzione della cultura

L’evoluzione della cultura

Se la cività artificiale dovesse sostituire quella umana,  ci sarà un periodo di transizione dove uomo e IA potranno magari convivere. Qui mi permetto di collocare la storia di The Fall. C’è un’intelligenza artificiale che rispetta le tre leggi della robotica di Asimov ed è asservita all’uomo, d’altra parte l’uomo stesso è già andato ben oltre il pacemaker e il chip sottopelle, si è fatto impiantare i Google glass ed è in procinto di sostituire la materia grigia con qualcosa di più resistente… Se la civiltà artificiale dovesse sostituire quella umana, potremmo almeno oggi provare a simulare con un gioco come si comporterebbe la IA nei nostri confronti.

Giochiamo nei panni di ARID, un computer montato su una tuta da combattimento corazzata e veniamo “attivati” quando il pilota umano resta gravemente ferito in guerra. Siamo programmati per portarlo in salvo, ma attenzione non è scontato quello che faremo. Per esempio che decisione prenderemmo se dovessimo affrontare esseri umani ostili? Non possiamo violare la prima legge della robotica che impone ad ogni robot di non arrecare alcun danno a un essere umano.

Dobbiamo scendere in un mondo immerso nell’oscurità, ma se non siamo pronti all’avventura e all’azione, è meglio lasciare perdere. Sebbene gli scontri con altre unità combattenti (sentinelle o robot, ecc.) siano inevitabili,  la vera peculiarità di The Fall è un’altra: risolvere gli enigmi e raccogliere gli oggetti. Noi non abbiamo infatti un controllo completo sulle funzioni della tuta, dovremo cercare un modo per attivarle altrimenti da là sotto non si esce! E il pilota intanto muore… C’è almeno una novità rispetto ai giochi d’avventura e ai platform: nessuno ci impone di camminare zigzagando per lo schermo alla ricerca di qualcosa che possa liberarci da un impiccio perché sull’arma è stata montata una torcia, nemmeno a dirlo, intelligente e in grado di rilevare gli oggetti con i quali possiamo interagire.

Dicono che The Fall abbia preso un po’ da Halo, un po’ da Monkey Island, dell’altro da Metroid, e riproposto il tutto in un platform 2D a scorrimento orizzontale. Io dico, bene! Questo è un pregio, vuol dire che troveremo solo il meglio di quei giochi; forse lo sviluppatore avrebbe dovuto reinventare da zero la stessa ruota? Alla fine il filone della sci-fi permette di uscire poco dagli schemi. Per esempio a me Metroid ricorda Alien! In Halo, Master Chief carica la IA nell’armatura e con essa cerca una capsula di salvataggio, ma in The Fall la situazione si capovolge, il protagonista è la IA e il pilota è privo di sensi e non scappa da alieni inferociti.

Quando mostro agli amici videogiochi di questo tipo, pensano che dietro ci sia chissà che gruppo, mi dicono cinque, dieci programmatori, un paio di artisti e un compositore. Manco farlo a posta, c’è una sola persona, John Warner ex Relics. E non ci credono! Ma tutto ciò è possibilissimo con l’engine Unity 3D: supponiamo tu sia sviluppatore con una precedente esperienza in una software house; c’è l’engine, ci sono le competenze, c’è soprattutto un’idea, metti insieme queste cose e apri una pagina su un sito di Crowd funding per pagare i debiti contratti o per acquistare ciò che manca; fai shopping nello store di Unity e il gioco è fatto! Straordinario ma fattibile. The Fall non solo ha superato con successo la campagna per la raccolta dei fondi di Kickstarter, ma è stato votato dagli utenti Steam di Greenlights per cui potremo giocare a questo gioco con Linux molto presto.

Fonti:

  1. The Fall: dark, story driven exploration in an alien world
  2. http://steamcommunity.com/sharedfiles/filedetails/?id=177232316

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