No room in hell: gli zombi cercano casa


Le anime dannate cambiano casa e cercano una nuova sistemazione qui in terra fra i cadaveri sepolti nei cimiteri. Ultimamente c’è un’invasione di zombi che fa impressione, dobbiamo provare questo nuovo “No more room in Hell”? Già il suo titolo lascia presagire che sarà dura ricacciare indietro l’orda proveniente dall’inferno di spriti sfrattati da Belzebù; ma è gratuito, tutti possono giocare e forse facendo quadrato… Si tratta di un co-op di genere survival-horror, pubblicato ieri su Steam dopo due anni di sviluppo. Questo gioco è una novità per chi ha sempre usato Linux, ma forse è noto a quelli che giocano con Windows, infatti NRH è stato fino al 2012 una modifica per Left 4 Dead 2 rispetto al quale ha aggiunto quattro slot e alcune altre interessanti caratteristiche, per esempio la chat vocale di prossimità che permette l’ascolto solo alle persone più vicine, purtroppo anche gli zombi hanno le orecchie!

Fonte:

  1. http://store.steampowered.com/app/224260/
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Halloween: arrivano gli zombi di Contagion


Quando si avvicina la festa di Ognissanti riprendo in mano libri, musiche e videogiochi che mi permettano di trovare una particolare atmosfera intelettuale d’incubo e terrore intimo. Tutto ciò è favorito dal fatto che l’autunno e l’inverno portano con sé giornate sempre più buie. Un romanzo sui lupi mannari è più inquietante se viene letto di sera tardi nei giorni di tramontana con luna piena. Quand’ero ragazzo, in questo periodo, e per tutto il mese di dicembre, leggevo e rileggevo Carmilla di Le Fanu, il celeberrimo Dracula di Bram Stocker, Doctor Jeckil e Mister Hide e via discorrendo. Infatti nei primi anni Novanta il mio C64 offriva poco per lo svago, dovevo per forza cercare la paura nei capolavori letterari.  Ma con la potenza di calcolo dei computer di oggi e le meraviglie della Rete, non resisto più, al libro  preferisco il personaggio di un gioco “cooperativo” che ha per oggetto la figura dello zombi.

Zombi ad Haiti

Zombi ad Haiti (immagine di Wikipedia)

Chi ha fatto Contagion non sta debuttando con qualcosa di unico in quanto i giochi di cooperazione e sopravvivenza si vedono a iosa ormai: Left 4 dead 2, Killing floor, 7 days to die, ecc. hanno in comune un’orrenda invasione di morti viventi, spesso causata da esperimenti scientifici sull’uomo oppure mutazioni genetiche di origine sconosciuta. Ecco per parafrasare il discorso, Contagion è l’evoluzione di Zombie Panic! Source, una modifica di Half-Life 2 realizzata dalla software house Monochrome. Ma allora cosa contraddistingue un gioco dall’altro? Le regole.

Contagion offre tre mappe e tre partite differenti delle quali Extraction è la più interessante. In questo tipo di gioco, alcuni civili sopravvissuti (PNG controllati dal computer) sono nascosti in diversi edifici, occorre raggiungerli e aspettare l’ordine di evacuazione. Gli zombi che ruolo hanno? Devono cercare di contagiare gli uomini prima che fuggano. La sorte delle loro vittime è terribile: la trasformazione in non-morto e chi subisce questo destino deve a sua volta fare la caccia agli ex-compagni. Il movimento goffo e lento è tipico di un morto vivente, ma in Contagion i mostri hanno anche la vista e l’olfatto potenziati che permettono di rintracciare e seguire le scie di sangue dei sopravvissuti.

Le altre due modalità di gioco sono Hounted ed Escape: Hounted è un PVP con zombi controllati dalla IA che disturbano il normale combattimento fra i giocatori; l’obiettivo di Escape è, come dice il nome, una fuga da un edificio superando diversi ostacoli e risolvendo situazioni di pericolo: un incendio, una porta bloccata, ecc. Lo smartphone dà le indicazioni sulla via da seguire.

Contagion: gioco di sopravvivenza

Contagion: gioco di sopravvivenza

Il gioco è attualmente distribuito solo per i sistemi Windows con accesso anticipato su Steam, ma il programma client per Linux era tra gli obiettivi da raggiungere con ottantamila dollari della campagna crowd-funding; questo proposito è stato confermato dagli sviluppatori di Contagion. Kickstarter ha dunque spianato la strada a numerose software house cosiddette indie che hanno potuto produrre in quantità e continuità giochi più o meno simili fra loro per genere. Il survival-horror continua ad essere tra quelli più apprezzati, a giudicare dalle raccolte fondi terminate con enorme successo. Per la realizzazione di Contagion i fan hanno donato a Monochrome quasi novantamila dollari. Nonostante queste cifre, è difficile dare un’indicazione su quale sia il miglior video game co-op, non essendoci in molti casi una storia da seguire o scoprire. Inoltre, c’è poca originalità. Spesso è solo una questione di gusti personali. L’orrore però è sempre assicurato.

Fonti:

  1. http://www.contagion-game.com/
  2. http://www.kickstarter.com/projects/monochromellc/contagion

Quale driver scegliere per Painkiller HD


Painkiller HD è tra i video game di prestigio per Linux che sono stati aggiunti alla libreria di Steam. Il port era stato annunciato a giugno di quest’anno, mentre la procedura di beta testing è cominciata la settimana scorsa, diretta dallo sviluppatore Leszek Godlewski, dipendente della software house Farm 51. Le comunicazioni fra i programmatori e gli utenti che partecipano alla beta avvengono nel forum del gioco ospitato sul sito della comunità di Steam. Mi è parso interessante il messaggio di Godlewski scritto ieri a proposito delle schede video: la sua opinione è che il driver open source è il più adatto per giocare ai giochi creati con Unreal Ungine 3, a meno di avere una scheda Nvidia, in questo caso suggerisce il driver del fabbricante.

Nvidia o AMD?

Nvidia o AMD?

Nel mondo di Linux ci sono  due attori coinvolti nel processo di sviluppo di un driver per le tre principali marche di schede video: il fabbricante e il FOSS. Il programma di controllo della scheda grafica è fornito in formato binario oppure a “sorgente aperto”. L’utente di Linux con una scheda video AMD può optare fra il fglrx, distribuito come parte del pacchetto Catalyst dal fabbricante, e il radeon che è mantenuto dalla comunità open source (FOSS). Michael Larabel ha dimostrato con delle prove comparative che le prestazioni nei giochi dei due driver sono quasi simili. Senza la documentazione tecnica che AMD mise a disposizione della comunità del free software, il radeon non avrebbe mai raggiunto i livelli di oggi; in certi contesti ha potuto dimostrarsi persino superiore al fglrx. Non mi sorprende l’opinione di Godlewski, egli ha visto “schiantarsi” il driver proprietario durante le prove di PKHD.

Per quanto riguarda le schede GeForce, duole osservare che Nvidia non partecipa più attivamente allo svilluppo del driver open source nv per i modelli di schede video Fermi e Kepler, né ha mai collaborato al potenziamento di nouveau, che è l’equivalente FOSS realizzato con il reverse engineering del driver nvidia a codice binario. Il gap fra questi due software si manifesta nel campo delle applicazioni 3D, qui il Nouveau ha prestazioni insoddisfacenti ed è pertanto da scartare, sia che si tratti di giocare a Painkiller sia a Guns of Icarus con una GeForce Kepler. L’ultimo attore è Intel: sebbene le schede video di questa marca abbiano scarso valore per il giocatore, il driver viene fornito con il codice sorgente e fa il proprio dovere.

Il mio consiglio non è molto diverso da quello di Godlewski, usate il driver fornito da Nvidia se avete naturalmente una Geforce, prendete la versione open source per controllare la vostra AMD Radeon. Se avete una Intel ma potete permettervi l’acquisto di una scheda video di ultima generazione, be’ puntate sul modello GeForce. Nvidia è sempre stato ritenuto il driver per eccellenza in Linux, tanto nelle applicazioni grafiche 2D quanto in quelle 3D. La superiorità del radeon sul fglrx presagisce la fine del Catalyst o piuttosto la convergenza fra i due progetti?

Fonti:

  1. Free and open-source graphics device driver
  2. PKHD Linux Beta Released

Painkiller HD è in fase beta


Painkiller è tra i video game che riesco a inquadrare solo per il titolo e il successo conseguito su Windows, ancora oggi se qualcuno dovesse domandarmi di che si tratta farei una figura barbina raccontando di livelli, mostri, cimiteri e personaggi tosti, pur sapendo queste cose per sentito dire senza averle viste di persona. C’è una buona ragione se dal 2004 ho sempre trascurato questo gioco, non si poteva giocare con Linux! Qualcuno starà pensando: “Accidenti, potevi installare Painkiller con Wine”, è vero ma io usavo questo programma malvolentieri e solo per giocare a due o tre giochi free.

Painkiller: HD

Painkiller: HD

Non vi dico la sorpresa di vedermelo tra i videogiochi per Linux; l’ho saputo da un tweet di Leszek Godlewski! Sta portando Painkiller HD su Linux e ha sottoposto un beta test agli utenti Steam che già ce l’hanno. Anche chi lo acquista oggi partecipa alla fase di verifica di PKHD su Linux. Questo titolo ha solo un anno alle spalle ed è il remake ad alta definizione del Painkiller pubblicato nel 2004, curato con una dieta dimagrante (solo qualche livello in meno).  Posso dire che dopo tutto il tempo passato a guardare gli altri giocarselo, grande era per me l’attesa di codesto gioco, reduce dall’esperienza fatta con Doom 3 e Quake 4, qualche anno fa, e ai quali non ho risparmiato una critica severa.

Painkiller HD usa l’Unreal Engine 3 ed è pienamente integrato in SteamWork, questo signfica avere a disposizione il medagliere e la registrazione delle statistiche. Ci sono 15 livelli di gioco per una storia suddivisa in quattro capitoli; in più c’è un livello per la ricorrenza di Halloween. Manca poco ad Ognissanti, facciamo un pensierno su PKHD? Io ho già Half-Life, per me sarà interessante un confronto fra questi due big game.

Fonte:

  1. Hell And Damnation FPS Game Now In Beta For Linux

7 Days to Die


7 Days to Die

7 Days to Die

Dopo la terza guerra mondiale il pianeta Terra ha subìto mutamenti spaventosi, per lo più sono rimaste delle rovine, mentre la maggior parte degli esseri umani è vittima di una trasformazione genetica terribile che l’ha ridotta in stato di zombi; pochi individui sono sani, ma non sanno spiegare ciò che è realmente accaduto: forse la radiazione, un virus sconosciuto o le armi biologiche hanno decimato la popolazione mondiale e causato una mutazione sui superstiti, i quali hanno sette giorni di vita prima di affrontare la stessa sorte del resto dell’umanità. C’è del macabro in tutto questo.

7 Days to Die, ovvero sette giorni prima di morire, è un FPS che si può collocare nella categoria dei video game cosiddetti post-apocalittici. È un survival-horror in quanto il protagonista deve cercare, nel lasso di tempo di una settimana, una cura per sfuggire al destino fatale mentre ciò che lo circonda gli è costantemente ostile. Un’ambientazione aperta, ricreata con elementi voxel, caratterizza la scena del gioco. Il giocatore è un sopravvissuto intrappolato in questo mondo selvaggio infestato da zombi, in Arizona nella regione denominata Navezgane County che in lingua Apache significa “assassino di mostri”. Egli può salvarsi se trova la spiegazione su ciò che è realmente accaduto dopo la terza guerra mondiale, cominciando una lunga esplorazione del mondo di 7 Days to Die, dal bioma realistico e variegato: deserti, foreste, montagne innevate, pinete e aree radioattive; ci sono centinaia di luoghi da perlustrare, ogni edificio può essere visitato all’interno. Per mantenersi sano, deve ispezionare i dintorni che potrebbero celare cibo e acqua: il giocatore può coltivare e raccogliere una varietà di colture, persino cacciare o addomesticare una variegata fauna selvatica. Se necessario, trascorre la giornata saccheggiando oppure lavorando con le risorse minerali per assemblare una moltitudine di oggetti utili: armi da mischia, trappole, generatori di corrente elettrica, rilevatori di movimento, mine antiuomo, pozioni, ecc. La fisica nel gioco permette di costruire edifici a patto che abbiano una solida ossatura portante, altrimenti collassano. Questa caratteristica, se sfruttata adeguatamente, risulta efficace per innalzare vere e proprie fortezze difese con la luce, dato che gli zombi temono il sole e tutto ciò che è luminoso, restano impacciati e lenti. Al contrario, la luna li rafforza e li rende più agili. Il gioco è così affrontato seguendo il ciclo giorno-notte.

7 Days to Die è una creazione di The Fun Pimps Entertainment LCC, software house fondata da un piccolo gruppo di artisti e programmatori con una esperienza pregressa nello sviluppo di videogiochi molto famosi (Doom 3, Duke Nunkem, Rage, Gore). La loro idea, punto forza di 7 Day to die, è semplice: realizzare un gioco che si mantenga nel tempo divertente e ricco di novità e che non è possibile trovare altrove. Al momento 7DTD attraversa la fase “alpha” del ciclo di sviluppo, dopo una notevole campagna di raccolta fondi, il gioco ha superato il test di Greenlights e si prepara a comparire su Steam per Linux.

Fonti (in inglese): | http://www.kickstarter.com/projects/7daystodie/7-days-to-die-zombie-survival-game