Hot tin roof: il gatto con il cappello


Ecco il gatto con il cappello! Pensavo, visto il titolo, fosse la rielaborazione della fiaba Il gatto con gli stivali, ma mi sbagliavo di grosso! È vero, si tratta di un’avventura con protagonista un gatto che indossa un cappello di feltro, ma narra una storia completamente diversa. L’investigatore Emma Jones è sulle tracce di un misterioso assassino che sta compiendo una serie di omicidi in una città 3D.

Hot tin roof, il gatto con il cappello

Hot tin roof, il gatto con il cappello

Hot tin roof è un gioco single player con scorrimento orizzontale: il mondo è 3D ma ruota attorno alla coppia protagonista mentre cammina per le strade della metropoli. Lei, Emma Jones, è un investigatore privato che indaga una serie di misteriosi omidici ed è assistita da questo gatto di nome Francine, anzi Franky per gli amici. Il gatto porta in testa un cappello di feltro e, che io sappia, è il primo felino piedipiatti a correre dietro a un assassino.

Questo vidoegioco, creato da Glass Bootom Games una piccola indie americana di Denver, è influenzato da alcune icone del genere platform, Metroid e Castlevania. La città è completamente esplorabile, abitata da personaggi che, interagendo con i protagonisti, rivelano segreti e dettagli importanti. Non è tuttavia solo un’avventura testuale o un gioco rompicapo, c’è anche il tempo per l’azione e il combattimento.

Il revolver in dotazione ha cartucce di diverso tipo per sparare rampini, fuochi d’artificio o pallottole che i nostri due eroi usano per levarsi dagli impicci. L’azione procede come nei platform 2D, da destra a sinitra o viceversa, ma tutta la scena è 3D. Un così piccolo gruppo di programmatori, appena sei membri lavorano a Glass Bootom Games, ha potuto realizzare questa tecnica usando l’engine Unity3D, un software d’indubbio valore per creare giochi cross-platform. Infatti, la campagna di raccolta fondi con Kickstarter ha centrato e superato l’obiettivo prefissato di 20000$ necessari per completare il processo di sviluppo di Hot tin roof per Linux, Mac e Windows.

Fonti:

  1. Hot tin roof su Kickstarter
  2. Hot tin roof: homepage
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Valve e Linux Foundation unite per il Linux gaming


Linux ha strumenti di sviluppo inadeguati agli scopi di un programmatore di giochi? È davvero terribile il compilatore GCC da riga di comando oppure GDB dentro Emacs? La notizia del giorno è l’ingresso di Valve nella Linux Foundation, l’organizzazione senza scopo di lucro che mira a diffondere il sistema operativo open source. Si capisce, questa collaborazione sarà un’opportunità di investimento sul progresso di Linux nel gaming: l’obiettivo comune è migliorarlo e aumentare il numero di installazioni.

Dato che Valve concentrerà gli sforzi sul debugger per LLVM, dovrà esserci una ragione per snobbare GDB, il programma di analisi del codice, fornito con GCC. Allo stato attuale LLDB non è neppure in grado di fare il debug di una printf. Si è scelto LLDB perché ha una interfaccia multithreaded del C++ che è progettata bene e, spiega Michael Sartain programmatore di Valve, si presta meglio a costruirci sopra una GUI. Non c’è bisogno però di essere programmatore per capire una cosa: se GDB ha sempre fatto bene fino ad oggi il debug di un intero sistema operativo, dovrebbe essere in regola per funzionare su un videogioco, magari meno complesso!

Nell’ultimo anno Valve ha portato Linux verso conquiste nel gaming che nemmeno ai tempi di Loki sognavo. Ha prima aggiunto il supporto per questo sistema operativo in Steam poi lo ha messo al centro di SteamOS e della Steam machine. Un’infrastruttura simile dovrà poggiare su programmi robusti, gli sviluppatori dovranno utilizzare un RAD e fare il debug dei propri giochi senza perdere tempo in configurazioni e installazioni da riga di comando. Ma la  “joint-venture”  con la Linux Foundation dovrà coinvolgere anche le aziende di componenti elettroniche perché su questo terreno si giocherà la partita più dura con le console già in commercio.

Fonte:

Nuclear Dawn per Linux già in beta


Quando si compra un gioco multiplayer, è naturale interagire con altri esseri umani in Rete, ma se i giocatori disertano le partite, il divertimento scema di tre quarti e oltre. Allora che senso ha installare un video game di questo tipo senza prima controllare quanti server e quante persone sono online? Nuclear Dawn è un bel gioco che usa il Source engine ed ha delle potenzialità, non è originale ma aggiunge nuove idee al genere misto d’azione e strategia, ciò nonostante quasi nessuno ha pienamente apprezzato queste cose, quindi suggerisco di procedere con i piedi di piombo, spulciando prima le statistiche del gioco giorno per giorno; dal sito Steamcharts risulta che ci sono diciotto giocatori, con un picco di sessantacinque, in media ogni giorno. Fa al caso vostro? In passato, in queste stesse circostanze mi sono divertito molto, per esempio quando giocavo a Savage 2 e al massimo si riempivano due server al dì, per cui penso che potrei passare ore piacevoli anche partecipando, con quei numeri, alle partite di Nuclear Dawn.

Se Chernobil è stata una catastrofe, figuriamoci una terza guerra mondiale! Penso sempre questo quando studio un gioco post-apocalittico: per me non resterebbe nulla di civile in piedi e nessun abitante a raccontare gli eventi. Invece c’è il solito ottimismo anche in Nuclear Dawn, così l’alba successiva alla guerra nucleare vede ancora sprazzi di vita nelle città radiottive. Ma è una speranza effimera perché i superstiti sono sempre in guerra fra loro, chi parteggia per il Consortium degli stati della libertà che puntano sul personalismo, e chi invece per l’Impero rosso, socialista e anti individualista.

Questo è il cosiddetto background, il gioco è simile a Natural Selection 2 e a Team fortress (per lo meno, quando l’aspetto strategico era gestito da un comandante). La peculiarità di questo genere è la condivisione del rischio, non è solo una questione di chi ammazza di più l’avversario, occorre coordinarsi con il resto del gruppo, conquistare e gestire attentamente le risorse disponibili. Infatti, in Nuclear Dawn gli armamenti sono prodotti dalle officine meccaniche, piazzate dal comandante e funzionano solo se c’è corrente. Lo scopo dunque è semplice, ovvero bisogna costruire una rete elettrica che alimenti tutta l’infrastruttura militare. Il nemico cercherà a sua volta di raggiungere questo obiettivo sabotando però la nostra.

La maggior parte del tempo si gioca come soldato in modalità FPS allo scopo di prendere questi punti strategici dove far passare i cavi della “luce”, e difenderli. Le risorse sono a disposizione del comandante, ce n’è uno per ogni squadra, e servono per costruire le torrette, i depositi di armi e munizioni, i punti d’ingresso (sono chiamati spawn point nel gergo dei video game) per i soldati. Infine, ci sono quattro classi militari: il personaggio furtivo, abile col coltello e di professione cecchino (o uno o l’altro), veloce e silenziono, un asso del travestimento – se avete giocato come me per lungo tempo a Enemy Territory, avrete riconosciuto il Cover ops. l’Exo è il “tank” della situazione, avendo un sacco di punti ferita può beccarsi il fuoco nemico e liberare i compagni nei momenti più difficili, purtroppo ha una potenza di fuoco limitata che non gli consente di attaccare con efficacia; dispone di un minigun e di armi speciali che demoliscono gli edifici. L’assaltatore ha fucili di precisione e lanciagranate, è capace di rilevare i nemici invisibili. La classe di supporto può scegliere se giocare come un ingegnere e riparare gli edifici, armato di lanciafiamme, oppure come medico distribuendo kit medici salvavita.

Se come me odiate l’ambiente claustrofobico di Natural Selection e il tema alieni contro umani, se ritenete oltraggioso anche voi lo stile cartoonistico e la demenzialità di Team Fortress 2, allora puntate dritto su Nuclear Dawn, sono tutti giochi basati su Source engine e hanno una spiccata componente strategica che influenza la partita first person shooter. Ma fate attenzione! Nuclear Dawn è privo di una campagna giocatore singolo e il divertimento dipenderà molto da chi sarà presente online con voi. Per giocare questo gioco su Linux, oltre a possedere la copia acquistata con Steam, dovrete abilitare la versione di sviluppo nella finestra delle proprietà di Nuclear Dawn (facendo click sul nome del gioco nell’elenco della vostra libreria Steam): selezionare  la scheda Beta, qui  scegliere linuxbeta dal menu, dopodiché inizierà il download.

Fonti:

  1. Nuclear Dawn official web site
  2. Nuclear Dawn su Steam
  3. Abilitare Nuclear Dawn Beta per Linux
  4. Statistiche giornaliere per Nuclear Dawn

X-COM: Enemy Unknown. Esce la beta per Linux


Nonostante abbia sempre giocato con Linux, i titoli Civilization e XCOM mi sono familiari e capisco di cosa trattano anche senza averli mai visti da vicino; se ne è parlato molto in Rete, sono due lunghe serie di giochi di strategia a turni di grande gradimento. La loro essenza è un insieme di regole facili da comprendere, ma difficili da applicare e richiedono una buona dose di riflessione. Questa è la chiave del loro successo. Ora è inutile che io nasconda il fatto che è sempre mancato qualcosa di simile e originario per il sistema operativo Linux; mi vengono in mente solo un paio di titoli: Freeciv e UFO2000, i quali si ispirano sempre a Civilization e XCOM e dimostrano lo strepitoso successo di entrambe le saghe anche nell’universo dell’open source.

Mettiamo da parte Civilization, tappa fondamentale per comprendere i giochi di strategia a turni, e concentriamoci su X-COM: Enemy Unknown. È in parte un rifacimento moderno del più vecchio X-COM: UFO Defense e al tempo stesso ne è il sequel. Enemy Unknown è stato sviluppato nel 2012 con l’Unreal Engine 3 da Firaxis, una software house che collabora direttamente con Sid Meier, per le piattaforme Windows, Mac OSX e le principali console. Questo gioco avrà prossimamente una beta per Linux. Il portale SteamDB ha tracciato un elenco di file per il sistema operativo open source dal “repositorio” di X-COM: Enemy Unknown. Sebbene SteamDB non faccia parte del network di Valve, i dati raccolti sono la prova che Firaxis sta portando il gioco su Linux.

XCOM: Enemy Unknown, la beta per Linux è realtà

XCOM: Enemy Unknown, la beta per Linux è realtà

X-COM è una organizzazione internazionale che combatte segretamente le forze aliene che tentano di invadere il pianeta Terra. Enemy Unknown è un gioco TBS (Turn Based Strategy) con ambienti distruttibili. La sua caratteristica principale però è la visuale che cambia a seconda della fase del gioco. Durante le operazioni strategiche compare il geoscape che è un globo terrestre, installato nel quartier generale di X-COM, sul quale il giocatore deve posizionare la base operativa; dà anche una panoramica delle altre sedi X-COM esistenti, le rotte degli aerei, gli UFO individuati, le basi aliene e i siti con presunta attività extraterrestre. Quando le forze X-COM entrano in contatto con gli alieni, il gioco passa dalla fase strategica a quella d’azione in uno scenario 3D con prospettiva isometrica detto battlescape. Sotto questa visuale si ha la possibilità di controllare una squadra e spostarla a turno sul campo di battaglia.

X-COM: Enemy Unknown mi darà l’opportunità di provare un tipo di gioco che è sempre mancato in Linux. Pur trattandosi del rifacimento di un vecchio capolavoro, E.U. è stato accolto bene dai fan della serie fantascientifica X-COM. La beta sarà aperta a tutti gli utenti Steam in possesso di una copia valida di Enemy Unknown, penso, questo mese. Nel programma Steam si dovrà abilitare il download dalla scheda beta delle proprietà del gioco. Questa cosa non è ancora ufficiale per cui l’ultima parola spetta  a Firaxis.

X-COM: Enemy Unknown, Mission Control room

X-COM: Enemy Unknown, Mission Control room

Fonti:

  1. http://www.xcom.com/enemyunknown/
  2. http://steamdb.info/linux/

Mamma gli zombi!


Shorebound Studios è una software house americana, fondata nel 2012 ad Atlanta, ha già all’attivo due titoli: Spectraball e Dead Sky. Forse questi programmatori devono aver pensato che la moda degli zombi potesse fargli fare un bel salto di qualità, da un platform 3D con protagonista… una biglia! a un gioco co-op survival-horror. Dead Sky è un disastro, almeno a giudicare dalle critiche dei giocatori. Questo gioco è arrivato fresco fresco su Steam, ma chi l’ha votato in Greenlight? Si domandano in molti. Ho sentore che si siano lasciati ingannare dal video youtube che d’acchito lascia infatti sbigottiti: grafica cell-shading, effetti suggestivi e s’intravvede  un’auto in stile GTA che asfalta alcuni zombi. C’è dentro di tutto: difesa torri, invasione di non-morti, rpg, racing, combattimento aereo, manca solo la fase di strategia a turni!

Sembra che qualcuno gli abbia messo fretta e furia, ma questo gioco è stato fatto da indie game developer, non c’è nessun publisher con il forcone dietro la loro sedia. Per me non vale il prezzo attuale; a meno di sconti eclatanti, eviterò di acquistarlo e pertanto è assai improbabile che recensirò Dead Sky in futuro. Inoltre, gli zombi cominciano a stancare, ormai sono stati conditi in tutte le salse. Questo in particolare è stato un clamoroso fiasco. Finisce qui il mio commento, ora passo la parola agli utenti Steam che hanno provato D.S.: “Gioco orribile, voglio i miei soldi indietro!”, “Buono a sapersi, decisi di controlare questo forum prima di buttare i soldi in questa spazzatura”, “Appena rimosso dalla mia wishlist”…

Fonte: