Valve e Linux Foundation unite per il Linux gaming


Linux ha strumenti di sviluppo inadeguati agli scopi di un programmatore di giochi? È davvero terribile il compilatore GCC da riga di comando oppure GDB dentro Emacs? La notizia del giorno è l’ingresso di Valve nella Linux Foundation, l’organizzazione senza scopo di lucro che mira a diffondere il sistema operativo open source. Si capisce, questa collaborazione sarà un’opportunità di investimento sul progresso di Linux nel gaming: l’obiettivo comune è migliorarlo e aumentare il numero di installazioni.

Dato che Valve concentrerà gli sforzi sul debugger per LLVM, dovrà esserci una ragione per snobbare GDB, il programma di analisi del codice, fornito con GCC. Allo stato attuale LLDB non è neppure in grado di fare il debug di una printf. Si è scelto LLDB perché ha una interfaccia multithreaded del C++ che è progettata bene e, spiega Michael Sartain programmatore di Valve, si presta meglio a costruirci sopra una GUI. Non c’è bisogno però di essere programmatore per capire una cosa: se GDB ha sempre fatto bene fino ad oggi il debug di un intero sistema operativo, dovrebbe essere in regola per funzionare su un videogioco, magari meno complesso!

Nell’ultimo anno Valve ha portato Linux verso conquiste nel gaming che nemmeno ai tempi di Loki sognavo. Ha prima aggiunto il supporto per questo sistema operativo in Steam poi lo ha messo al centro di SteamOS e della Steam machine. Un’infrastruttura simile dovrà poggiare su programmi robusti, gli sviluppatori dovranno utilizzare un RAD e fare il debug dei propri giochi senza perdere tempo in configurazioni e installazioni da riga di comando. Ma la  “joint-venture”  con la Linux Foundation dovrà coinvolgere anche le aziende di componenti elettroniche perché su questo terreno si giocherà la partita più dura con le console già in commercio.

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SteamOS e Steam machine: le prime immagini sono online


È vintage! il termine è usato nella moda per riferirsi a capi di vestiario di gusto sorpassato, e sembra un videoregistratore anni Ottanta; è proprio una macchina a vapore! Lasciatemi dire che la Steam machine doveva avere questa forma classica, sottile, rettangolare e con un tocco stilistico retrò (steam-punk mi avrebbe fatto impazzire troppo) altrimenti nel soggiorno sarebbe stata antiestetica; va ricordato che è qui il suo posto, magari collocata sul mobile di un salotto impero. D’altronde, più è sottile e meglio si infila nel mobile TV di Ikea.

Steam machine, il prototipo

Steam machine, il prototipo

Nello stesso salotto c’è una misteriosa entità che gira fra divani, poltrone e tavolini… si dice abbia il potere di annichilire l’importanza di un oggetto alla moda o di fare la massima hype tutt’attorno a un manufatto. È la killer app! Si organizzano sedute di brainstorming per evocarla e si costruiscono altarini dove ci si inginocchia riverenti davanti alla sua immagine sacra. Qual è la killer app della Steam machine? Forse è Half-life 3, oppure Counter-Strike 3, Unreal Tournament 2014 o un improbabile Duken Nunkem ever? A mio modesto avviso, non è niente di tutto questo. Ce l’avevamo sempre sotto agli occhi fin dal 2004. Ma sì proprio quel programma che faceva imbestialire chi comprava i giochi in DVD nei negozi: Steam. Anzi meglio precisare, la sua metamorfosi futura, il sistema SteamOS.

SteamOS avrà 65000000 di utenti, 65000000 di buoni motivi per spezzare il duopolio di Microsoft e Sony.  È realistico supporre che non tutti compreranno una Steam machine e probabilmente qualcuno continuerà a usare Steam con il proprio PC Windows, ma c’è un bacino di potenziali acquirenti della Steam machine che è tenuto in considerazione da Valve prima di tutti, poi dai programmatori di videogiochi e infine dai produttori di hardware.

Steam controller, il prototipo

Steam controller, il prototipo

Al prossimo CES, Valve e i suoi partner presenteranno una serie di modelli della Steam machine adatti per diverse situazioni, costruiti con componenti per PC di prima scelta e renderanno noti vari prezzi di listino. Nel frattempo, trecento fortunati proveranno in esclusiva la Steam machine e forse trapelerà prima di Natale qualche dettaglio o ulteriori immagini.

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Perché i giochi open source non impazzano in Steam?


Mi sarebbe piaciuto fare un gioco per Linux, sono addentro alle segrete cose del processo di sviluppo, personalmente però non sono bravo né con la matita né con i linguaggi di programmazione. In questo ambito la tecnologia ha fatto progressi notevoli e non tutti sono riusciti a starle dietro. Che alternative avevo? Ho scelto di fare il critico. Molti programmatori invece fanno squadra con dei bravi artisti, formano un gruppo affiatato e modificano un gioco del quale conoscono a menadito il funzionamento, creano un prodotto chiamato, in gergo tecnico, mod o total conversion. Ma è soltanto l’inizio di un percorso che li porterà, anche con un po’ di fortuna, verso la costituzione di una società che realizza giochi a pagamento.

Gamestop, famosa catena di negozi specializzata nella vendita al dettaglio di videogiochi

Gamestop, famosa catena di negozi specializzata nella vendita al dettaglio di videogiochi

Il numero di video game per Linux in vendita su Steam aumenta giorno dopo giorno, allo stesso tempo le grandi software house cominciano a guardare SteamOS con interesse; Valve non preclude la via per Steam ai giochi open source, ma ne vengono distribuiti pochissimi: Warsow ha superato l’esame di Greenlight ed è stato approvato dagli utenti Steam nell’estate scorsa. Non ci sono stati altri casi simili di recente. Michael Larabel si domanda perché i videogiochi open-source sono poco popolari. Ebbene Valve fa soldi con la sua piattaforma di distribuzione dei contenuti digitali, guadagna sulla vendita dei video game e quindi con l’inserimento di un titolo gratuito nella libreria Steam non ricaverebbe nulla. I giochi “commerciali” saranno sempre prevalenti.

I più potenti game engine odierni sono sviluppati dalle software house; i primi tre posti nella classifica (vd. modDB) dei più avanzati motori di gioco sono occupati da Source di Valve, Unity di Unity Technology e Unreal Engine 2 di Epic Games. Il primo engine open source in quella graduatoria è Blender, ma s’è piazzato diciasettesimo. Ciò dimostra che lo sviluppo dei giochi a pagamento è più rapido. I video game open source, soprattutto quelli free, usano engine costruiti in casa (homebrew), o sono derivati da progetti accademici oppure sono realizzati con l’aiuto della Rete, nel tempo libero e senza contributi volontari costanti. Hanno un handicap difficilmente superabile.

I game engine “closed-source”, per esempio Unity, mettono a disposizione un set di applicazioni per sviluppare un progetto con uno staff di poche persone, e ci sono buoni esempi di giochi sviluppati da programmatori solitari; comunque questi motori hanno una licenza d’utilizzo con un costo che non è per tutte le tasche. Inoltre, ai software di questo tipo manca (*) una versione del programma per svolgere tutte le fasi del processo di sviluppo con il sistema operativo Linux.

Warsow e Blender possono servire da esempio per il modello di sviluppo open source. Anche Xonotic, un altro gioco free as in beer, farebbe una bella figura nella libreria di Steam, ma uno degli sviluppatori ha spiegato, attraverso un articolo di blog, i motivi che hanno impedito finora la richiesta di inserimento in Greenlight. Non è un titolo di prima classe (o tripla A in gergo economico), ma la sua grafica è superiore a quella di tanti giochi open source che si possono scaricare gratuitamente dalla Rete. Il team che sviluppa Xonotic ha due grossi problemi da affrontare: i bug e la scarsa adattabilità della loro infrastruttura e quella di SteamWorks. I difetti si possono correggere, però il secondo problema non ha una soluzione pratica già pronta, richiede “manodopera” che non è disponibile. Valve non impone l’uso di SteamWorks, ma senza di esso  Xonotic perderebbe alcune prerogative di un gioco Steam: le statistiche, gli achievement (medagliere), ecc.

Temo che Steam stia facendo scoprire le differenze fra il software a sorgente chiuso e quello a sorgente aperto. Nel mondo dei video game, il primo procede a una velocità di sviluppo impressionante, mentre il secondo deve purtroppo inseguire.

(*) Leadwerks 3 engine fa eccezione.

Fonti:

  1. Why A Popular Open-Source Game Isn’t On Steam
  2. About Xonotic and Steam
  3. ModDB: 100 Highest Rated Engines