Scendere nei sotterranei di Metro Last Light con Linux


Immagino quanto possa essere malsano per una famiglia del 2033 passare una vita intera al chiuso dei setterranei di una metropolitana, tra le mura muffose della stazione e nella maleodorante umidità che risalendo dalle falde acquifere entra poi fin nelle ossa. Infatti, Metro: Last Light racconta una storia distopica, dove tutto va storto, ma si sa che questo genere letterario si  avvale della fantasia per mettere in luce aspetti reali della trita quotidianità. Chi è Dmitry Glukhovsky? È un autore russo che ha scritto due romanzi incentrati sul futuro post-apocalittico della metropolitana di Mosca, con riferimenti ovvi alla società dell’odierna Russia. L’avrebbe potuto fare con altrettanto successo un uomo dei boschi? Io credo proprio di no, provandoci tutt’al più si sarebbe liberamente sfogato con una storia alla Super Mario.

Metro: Last Light, una storia distopica

Metro: Last Light, una storia distopica

La storia del secondo romanzo intitolato Metro 34 ha acquistato subito popolarità internazionale, e già l’autore ha pronto il sequel 2035 la cui trama è alla base del gioco FPS, Metro: Last Light. Ciò che è assolutamente chiaro giocando (e leggendo anche i due romanzi) Metro: Last Light, è l’”eterno” bisogno di comunicare dell’uomo, questo aspetto si rafforza nella letteratura apocalittica il cui modello sociale più comune rimane la comunità di sopravvissuti a una guerra atomica o a un cataclisma, riunita in qualche posto isolato, costantemente alle prese con il problema della scarsità di risorse e l’incombente minaccia di un nemico spietato (zombi, in questo caso).

Ci sono chiare analogie con Rage e la serie di telefilm Interceptor o il videogioco Half-Life, che formano il filone della distopia post-apocalittica, ma qui c’è un ambiente claustrofobico e invece di correre nei deserti con dei fuoristrada improvvisati, in Metro Last Light si sfreccia lungo strade ferrate con rottami fortificati.

Son lungi dal dire qualcosa contro Metro: Last Light o i romanzi Metro, aspettavo questo gioco al varco per accertarmi che uscisse anche per Linux. Ebbene, adesso lo posso avere virtualmente fra le mani. Non ho dovuto aspettare molto. Dopo la partita con il video game consiglio la lettura dei due romanzi, Metro 2033 e Metro 2034 che l’autore ha messo gratuitamente in Rete.

Fonti

  1. http://enterthemetro.com/it/game/
  2. http://store.steampowered.com/app/43160/
  3. Il romanzo Metro 2033
  4. Il romanzo Metro 2034
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Metro: last night. Sì o no?


Metro: Last Night

Metro: Last Light

Bisogna essere prudenti quando si annuncia un gioco per Linux perché a volte capita che all’ultimo momento lo sviluppatore o il publisher facciano un brusco voltafaccia e tutto vada a carte e quarantotto. Unreal Tournament 3 per Linux passò tra annunci ufficiali e smentite, immagini inequivocabili mostravano che poteva girare! Alla fine non se ne fece nulla… Ma per Metro: Last Light, gioco FPS post-apocalittico, è un po’ diverso. C’è intanto la build, il prodotto del processo di sviluppo del video game, ovvero il programma eseguibile, un’intervista agli sviluppatori (per email e attraverso il forum del gioco) che conferma l’impegno e infine l’inserimento nei database di Steam.
Nulla è in stallo, a tutt’oggi si contano 11 revisioni al codice sorgente del ramo di sviluppo per Linux. Non c’è però una data precisa, un’indicazione, l’appuntamento è una questione di settimane, forse un paio di mesi. Facili supposizioni. Sebbene Metro sia già in vendita, il consiglio è rimandare l’acquisto al rilascio del gioco per Linux. Meglio essere prudenti, il marketing è una brutta bestia che si serve di promesse e rinvii per creare l’hype e valutare costi e benefici dell’impresa prima di cancellare tutto una volta constatato che l’investimento non vale il sacrificio.

Fonte: Metro: Last Light Devs Continue Pushing Towards Linux